Il Teatro dei Misteri Medioevo a Valvasone

Il Teatro dei Misteri

Grande rappresentazione teatrale, ispirata al processo di condanna di Giovanna d’Arco.

Jehanne Darc, la pucelle

Giovanna d'Arco, la pulzella d'Orléans

regia di Luca Altavilla

con Gabriele Benedetti e Aida Talliente

scene realizzate e movimentate dagli Amici di Lucifero

Un ringraziamento speciale a tutti i figuranti, ai torcieri e alle sarte.

venerdì 7 settembre ore 22.00
sabato 8 settembre ore 22.00
domenica 9 settembre ore 19.30
Piazza Castello

Lo spettacolo, ispirato al processo di condanna di Giovanna d'Arco, si inserisce nella tradizione di questa manifestazione e propone una lettura del Teatro Medievale, che, sappiamo, va inteso come una specifica forma di teatro/non teatro: largamente diffuso, che si dipana attraverso la proposta autonoma dei giullari e trovatori o lo sviluppo di forme teatrali di piazza complesse come le Sacre Rappresentazioni (o simili, Mistery Plays, Auto Sacramental…), con modalità e sviluppi diversi in Europa.

Il processo di condanna

Il processo verbale latino costituisce una materia drammatica straordinaria. Attraverso la messa in scena di sezioni integrali del procedimento, avremo l'occasione di conoscere Giovanna d'Arco, le sue azioni, le vicende della sua vita e, soprattutto, di rendere evidenti le dinamiche delle udienze, degli interrogatori e della terribile sentenza di condanna. Apparirà ancor più chiaro, dai dialoghi tra Giovanna e il suo principale accusatore, come questo processo «in materia di fede» sia stato un processo politico. Infatti, ricorderemo che per permettere a Enrico VI di Lancaster, ancora bambino, di diventare il successore legittimo della corona di Francia, oltre che di quella inglese, bisognava rendere nulla l'incoronazione, voluta da Giovanna, di Carlo VII a Reims. Per farlo era necessario che le azioni di Giovanna perdessero tutto il loro valore, facendola giudicare da un tribunale ecclesiastico un'eretica e relapsa. Pierre Cauchon voleva isitituire un «bel processo», ma di fronte a lui si trovò una vera forza della natura, che un anno di prigionia non piegò minimamente: Giovanna rispose alla domande con intelligenza e precisione, alternando coraggio e paura, si oppose con spontanea baldanza alla forza inattaccabile delle istituzioni. Giovanna d'Arco venne riabilitata venticinque anni dopo e nel 1920 santificata, attraverso altri due processi, ma è il primo processo, proprio quello che l'ha condannata a morte, a fornirci la testimonianza più pura su Giovanna d'Arco.

«La storia è lì, nei documenti del tempo»

«La cosa che più sorprende è il numero di autori e di opere che si diffondono in ipotesi e supposizioni su Giovanna d'Arco, ipotesi e supposizioni tutte più o meno gratuite, volgendo le spalle alla storia. Eppure, non esiste un personaggio, soprattutto nel XV secolo, sul quale abbiamo una così buona e abbondante documentazione. Ella ha stupito i suoi contemporanei nella stessa misura in cui continua a stupire noi oggi, stimolando la produzione di cronache, memorie e lettere su di lei. Sopratutto, Pierre Cauchon e gli altri universitari, che collaboravano con l'invasore, non immaginavano che ci avrebbero fornito il documento più importante dal punto di vista della storia: il testo del processo di condanna (1431), con le loro domande e le risposte di Giovanna, il quale costituisce una testimonianza sulla sua persona tanto più convincente in quanto è stata preparata dai suoi avversari, determinati a condurla al rogo. Poi, diciotto anni dopo, quando il re di Francia Carlo VII riesce ad allontanare il nemico da Rouen, comincia un altro processo, “di riabilitazione": vengono interrogati tutti coloro che hanno conosciuto l'eroina per sapere se la sua condanna come eretica fosse giustificata o meno; centoquindici testimoni fanno la loro deposizione, raccontano i loro ricordi, dicono quello che hanno sentito di lei: una fonte magnifica, che ci dà "in diretta" l'impressione che Giovanna suscitava. La storia è lì, nei documenti del tempo» [Régine Pernoud, Giovanna d'Arco. Una vita in breve, San Paolo Edizioni, 1991].

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