Il Teatro dei Misteri Medioevo a Valvasone © Foto Thomas Cantoni

Il Teatro dei Misteri

Come si può vincere lo si vedrà se ci è permesso di dipingere, da vicino, la lotta corpo a corpo delle stesse virtù contro i mostri che, nemici, ad esse si oppongono.

Psychomachia

da Aurelio Prudenzio Clemente

La lotta dei vizi e delle virtù

venerdì 6 settembre ore 22.00
sabato 7 settembre ore 22.00
domenica 15 settembre ore 20.00

Piazza Castello

regia di Luca Altavilla

con Gabriele Benedetti

e con Mina Carfora e Giulia Pes

scene realizzate e movimentate
dagli Amici di Lucifero

ornati a cura di Luigina Tusini

Un ringraziamento speciale a tutti i figuranti, ai torcieri e alle sarte.

Lo spettacolo ispirato alla Psychomachia di Prudenzio, si inserisce nella tradizione di questa manifestazione e propone una lettura del Teatro Medievale, che, sappiamo, va inteso come una specifica forma di teatro/non teatro: largamente diffuso, che si dipana attraverso la proposta autonoma di giullari e trovatori o attraverso lo sviluppo di forme teatrali di piazza complesse come le Sacre Rappresentazioni (o simili, Mistery Plays, Auto Sacramental…), con modalità ed esiti diversi in Europa.

Prudenzio, l’autore della Psychomachia, all’inizio del poema annuncia il dipanarsi della sua opera: quando prefigura la battaglia contro le infamie del cuore come un dipinto in movimento. È bastato chiedere all’autore di portarci per mano alla scoperta del suo testo e chiedere il permesso di rappresentarlo come fosse una contesa, in scala espansa, tra le virtù e i vizi. Questi ultimi raffigurati, nel suo dipinto in versi, come veri e propri mostri.
Il nostro tentativo è quello di compiere una sorta di sintesi temporale, in cui accostare i motivi, le storie e i personaggi, apparentemente lontani nel tempo, al nostro sentire contemporaneo, per scovare le radici della storia, che non è fatta solo di avvenimenti, ma che riguarda l’uomo nel suo intero divenire, nella consapevolezza dell’esistenza e dei suoi contrasti. Per questo motivo è stato scelto un tema morale: le alternative dell’anima, la salvezza e la dannazione, i vizi e le virtù; e attraverso le allegorie femminili descritte nei quasi mille versi di Prudenzio, ritrovare la millenaria e, mai esaurita, pugna anime, dove, allora come oggi, «una rivolta interiore e una lotta di passioni prostrano l’anima».

«Prudenzio ha certamente voluto costruire un epos di concitazione drammatica da contrapporre alla vena, un po’ discorsiva, dei poemetti polemici. La restrizione degli spazi narrativi, rispetto al modello prescelto, che è l’Eneide di Virgilio, è forse dovuta alla conoscenza delle prove similari di brevitas alessandrina, del vate imperiale Claudio Claudiano […]. Ma vi sono altri fatti più importanti di questi rapporti, in fondo solo formali. Prudenzio escluse, con coraggio, la figura dell’eroe tradizionale per siffatto genere letterario. La protagonista inattesa è l’anima stessa di ogni cristiano, prima assalita dai peccati e poi su di essi trionfante, fino a costruire un tempio – interiore – della sapienza illuminata dalla fede. Questa “pugna in anima gesta” diviene pertanto l’equivalente delle guerre dell’antica tradizione epica (fin dalla matrice omerica dell’Iliade), con la differenza, però, che lo spazio prescelto è offerto dalla geografia dell’interiorità e gli eroi in combattimento sono schiere di virtù e di vizi. […] Quanto sorprende nella descrizione insistita delle drammatiche tenzoni che danno un ritmo guerresco – e feroce – alla Psychomachia non è certo la ritualità degli scontri. Questa ostenta sia l’uso di armi delle legioni d’epoca romana, sia la violenza di acri sfide verbali che variano la strategia del combattimento tra furore e vendette ben calcolate da parte dei contendenti. È piuttosto l’uso della mimesi epica di protagoniste – ognuna è una spietata virago – che sono personificazioni di idee morali, pure allegorie». [Bruno Basile, Introduzione, Psychomachia, 2007]

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