Medioevo a Valvasone 2021

Il Teatro dei Misteri

e par che della sua labbia si mova
uno spirto soav’e pien d’amore
che va dicendo all’anima: «Sospira».

Vita Nova

venerdì 3 settembre, sabato 4 settembre, domenica 5 settembre
dopo il tramonto
piazza Castello

VITA NOVA
dalla Vita Nova di Dante Alighieri
con un commentario di Angelo Floramo

regia di Luca Altavilla

con Leonardo De Colle (narratore)
e Cristiano Parolin (Dante)

figurazioni verticali
a cura di Wanda Moretti
con Simona Forlani
Giulia Mazzucato
Francesca D'Agostino
Gian Mattia Baldan
della compagnia Il Posto danza verticale

musiche eseguite da Adriano Sangineto
con la partecipazione dei Finis Terrae

ornati a cura di Luigina Tusini

elementi di fuoco degli Amici di Lucifero

Un ringraziamento speciale ai volontari, ai torcieri e alle sarte.

Note di regia

La Vita Nova è un’opera che alterna prosa, poesia e commento. Affrontare l'altissima poesia del giovane Dante per dargli forma di corpi, spazi e dramma, è impresa ripida e verticale. Sull'orlo del precipizio si avvicina una guida intellettuale che ci rassicura nel percorso scosceso con queste parole: «Piuttosto che poesia si direbbero atti d'un culto, adempimenti di riti, cerimonie, drammi liturgici, in cui l'amore e gli affetti dell'anima sono personificati» (Benedetto Croce). Dalla visione crociana prendiamo avvio per la ricerca di una forma che ricordi i riti medievali. Allo stesso tempo sentiamo il bisogno di oltrepassare gli stilemi dell’età di mezzo per riflettere la rarefatta poesia.
Nel nostro spettacolo la prosa è affidata a una voce esterna, che accompagna le immagini di Dante, giovane scalpitante, nelle sue stanze alla ricerca dell’Amore. Quando la poesia conquista la scena, nel suo tempo sospeso, la musica svela i corpi che personificano l’amore e gli affetti dell’anima, per dirla con Croce. E infine il commento, ci riporta al suolo e al contesto: non più Dante, ma le parole di Floramo dialogano con noi, e ridanno materia viva e concreta alla visione.
Saranno sei i quadri così composti. Le repliche di questi quadri non avranno appuntamenti preordinati, ma le scene dello spettacolo appariranno senza preavviso durante la manifestazione, proprio come accadeva nel teatro diffuso medievale.

Luca Altavilla

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