2010 Gran Cena dell’Agnello

 

Prima portata del primo cielo

Uva e prugne lunari  

con miele ed essenze incostanti di rosa

“ch’i’ ho veduto tutto ‘l verno prima
lo prun mostrarsi rigido e feroce,
poscia portar la rosa in su la cima” (Canto XIII, vv. 133-135)

 

Seconda portata del secondo cielo

Glorioso crostone di pane fritto

con paté di carni miste mercuriali

con contorni di radicchio, zucchine e melanzane

“chi nel diletto de la carne involto
s’affaticava e chi si dava a l’ozio” (Canto XI, vv. 7-8)

 

Terza portata del terzo cielo

Amata zuppa ciprigna

di porro, cavolo e durelli

Solea creder lo mondo in suo periclo
che la bella Ciprigna il folle amore
raggiasse, volta nel terzo epiciclo” (Canto VIII, vv. 1-3)

 

Quarta portata del quarto cielo

Ricotta di pecora e pecorino stagionato

intonati sapientemente ad agrumi in solare composta

e quanto le sue pecore remote
e vagabunde più da esso vanno,
più tornano a l’ovil di latte vòte.”  (Canto XI, vv. 127-129) 

 

Quinta portata del quinto cielo

Anitra stufata di Marte

con militanti fagioli cannellini

sì costellati facean nel profondo
Marte quei raggi il venerabil segno” (Canto XIV, v. 100-101)

  

Sesta portata del sesto cielo

Braccioline di agnello alla brace della giustizia

con carote di Giove alla liquirizia e salsa alla menta

O sodalizio eletto a la gran cena
del benedetto Agnello, il qual vi ciba
sì, che la vostra voglia è sempre piena”  (Canto XXIV, vv. 1-3)

 

Settima portata del settimo cielo

Nucato, ovvero croccante saturnino

di miele, mandorle e spezie

su ostie meditative

che pur con cibi di liquor d’ulivi
lievemente passava caldi e geli,
contento ne’ pensier contemplativi.”  (Canto XXI, vv. 115-117)

 

Espiano la sete le bevande che piovono dagli ultimi cieli

L’acqua delle Stelle Fisse e il vino del Primo Mobile

 

qual ti negasse il vin de la sua fiala
per la tua sete, in libertà non fora
se non com’ acqua ch’al mar non si cala.”  (Canto X, vv. 88-90)

 

 

:::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::

 

“…laudando il cibo che là sù li prande.” (Canto XXV, v. 24)