Storia del Balletto

Il gruppo di ballo La Cort del Louf Neri nacque per un fortunato incontro di suonatori e ballerini, presenti alla Rievocazione del 1995 sotto “mentite spoglie” di artigiani, falegnami, tessitrici, fioraie. Come nella leggendaria Hammelin, fu sufficiente il suono irresistibile di una cornamusa, che intonava antiche melodie, per far uscire allo scoperto gli appassionati del ballo. Qualcuno che assisteva alle danze improvvisate al chiarore delle torce, disse: ”A Valvasone manca un gruppo di ballo, non è che vorreste fare qualcosa?”. Non è stato necessario ripetere l’invito, e di lì a pochi mesi si cominciarono le prove, in una delle sale del Convento. A dare man forte ad Anna per avviare questa impresa, arrivarono alcuni amici dell’allora Arci Danza di Sacile: Barbara Lacchin, Marina Fantin, Walter Pajer, Ezio Burigana, Claudio Gasparini; Dino Tomè, Romano Bomben, Diana Bertoli, Giovanna Brun, Silvana Pologrillo; altri componenti erano valvasonesi, come Francesco Crucianelli, Dino Beinat, Stefania Leschiutta, IreneLeschiutta, Daniela Saccavini, Concetta “Titti” Scuderi, Vanila Rubert.

In seguito per un po’ parteciparono Carmen e Natale di Cordenons, Daniela Basso di Maniago. Oggi il Gruppo danza vede protagonisti Alessandro Martin (capogruppo), Zinaida Batin, Iman Piccolo, Gerardo Chiumento, Stanislawa Wojtanowska, Franca Bettini, Luisa Novello, Antonia Bonamico, Eleonora Trevisiol, Daniela Saccavini, Antonella Scaini, Dino Beinat, Francesco Crucianelli, Monia Montechiarini, Alessandro Tomè, Vanila Rubert, Cocetta Scuderi. Per le musiche, il gruppo inizialmente si affidò alla bravura e alle conoscenze di Francesco Filippi da Montebelluna (diede un contributo anche per le coreografie) e dei suoi “compari “ Renato Tapino e Roberto Gatto. Negli anni seguenti suonarono per il Gruppo i musici medioevali di San Daniele.

Il Gruppo di ballo propone non solo danze di corte, ma anche balli per i popolani. La danza era una valvola di sfogo e di svago (gratuita) per i villici dopo la monotonia della giornata rurale; era inoltre per i nobili momento per intessere relazioni o parlare lontano da orecchie indiscrete. Anche in questo caso a monte ci sono studi e ricostruzioni che hanno preso in considerazione documenti originali, ma si è fatto affidamento pure ad esperti del settore di fama internazionale. Il Gruppo ha così potuto mettere insieme un repertorio di danze sociali e di corte, che vanno dalla fine dal XIII al XVI secolo. Musiche e danze che erano in voga in quel periodo (in cima alla classifica come diremo oggi) sia in Italia che in Francia e in Inghilterra. Proprio grazie alla musica si è potuto aggiungere un ulteriore tassello all’opera di ricostruzione storica avviata dal Grup Artistic Furlan facilitando così l’avvicinamento dello spettatore alla storia quotidiana dei nostri avi e compiendo un passo in più per vedere e capire il vivere quotidiano nell’ambiente domestico o
come comunità. Il tutto ammiccando al territorio locale.

Altra caratteristica è la cura nella scelta dei costumi realizzati su modelli e con tessuti che cercano di riflettere le diverse realtà regionali/feudali dei periodi storici presi in considerazione. I componenti del gruppo hanno seguito e seguono periodicamente seminari di perfezionamento con le insegnanti Mariuccia Bassi Fidio dell’associazione il “Passemezzo” di Bergamo e Bruna Gondoni della Scuola di Danza Antica il “Ballarino” di Firenze. Da citare inoltre il ruolo importante che ha svolto Ornella Germano del gruppo di Gemona. Il gruppo segue pure stage di formazione su musica, danza e vita quotidiana presso l’Accademia di studi medioevali “Joufrè Roudel” di Gradisca d’Isonzo.

 

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